Senza fermarsi mai. O quasi.

Nel corso di tutti questi anni, da quando sono andata via di casa a quando ne ho comprata una mia, a quando poi l’ho condivisa con una famiglia prima, con una figlia poi, fino a quando ci siamo rimaste da sole, abbiamo accolto, abbiamo salutato… sono cambiata mille e mille volte.

Ma non mi sono mai soffermata su questi cambiamenti, perché ho sempre pensato che facessero parte della mia naturale evoluzione, dunque non ci fosse necessità di valutarli.

Una donna, differentemente da un uomo, raramente ha il tempo di chiedersi cosa le stia succedendo. Segue il flusso degli eventi, il ciclo, la maternità, le prime conquiste al lavoro, le delusioni, i dolori e le vittorie… e queste cose la plasmano senza che lei se ne accorga e la rendono migliore o peggiore, ma sempre diversa.

E per quanto riesca sempre a convivere con la se stessa del momento, ignorando chiunque la discuta con insistenza, in buona o cattiva fede, o pensi di farle credere che è nella sua versione più brutta, non si ferma mai e continua per la sua strada.

Una donna – nella maggior parte dei casi – non si ferma, o comunque non consapevolmente.

Ho percorso migliaia di strade da sola, e le uniche volte in cui ricordo degli stop sono state brevi soste di fronte all’uso incontrollato di parole ed espressioni che non approvavo e non approvo tuttora, ma con le quali ho imparato a convivere ormai, e che solo ad una donna si dicono normalmente con tono accusatorio.

Tra le mie preferite ultimamente c’è la fantastica triade ”Alla tua età… ” che è una di quelle uscite che ascolto con sgomento, paradossalmente poi da persone più piccole di me.
Come se gli anni che ho all’anagrafe potessero mai rappresentare un limite, nel bene o nel male, o essere il presupposto del suicidio annunciato della bella e solare ragazzina che vive in me e rende viva la parte più spensierata ed impulsiva di tutto quello che sono, la parte irrazionale che tanto amo.
Mi verrebbe da chiedergli: ma voi a 40 anni vi ritirerete a vita privata e inizierete a guardare Grease per sentirvi ccciovani?

Rinuncereste voi, per esempio, alla gioia di tornare a sciare dopo anni (almeno 20) di stop, senza il benché minimo allenamento, solo per passare del tempo a divertirsi?
E poi cadere, rompersi un legamento, restare ferma per 40 giorni, operarsi, fare fisioterapia, rinunciare ai tacchi… Ma aver riso e risentito il vento in faccia mentre scendevi curvando a sci paralleli come quando avevi 13 anni?!
Dai, fate i seri. Arrivateci a 40 anni senza tutti questi pregiudizi, aiuta a vivere meglio, giuro.

Oppure: ”Ma tu hai una figlia!” come se aver regalato al mondo la meraviglia riccia che ho avuto l’onore di ospitare nel mio grembo, possa mai significare che la mia indole debba adeguarsi al teorema della mamma perfetta: l’area del quadrato entro cui ti puoi muovere se diventi mamma è uguale alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui ritagli di tempo che ti restano tra il lavoro e la bambina, il tutto moltiplicato per n questioni di pubblica morale elevate al quadrato.
Ok, dimostratemelo però, se siete capaci, e che Euclide sia con voi!

E per finire la frase da Golden Globe: ”Sei davvero una bella milf…” e qui sorrido, perché se per essere una che attiva i vostri istinti sessuali devo avere una figlia oltre che un corpo corrispondente al vostro desiderata, secondo me dovete un po’ farvi una domanda su ciò che vi piace davvero.
E intendo: provate ad andare al di là delle categorie che vi propone Youporn ogni sera nel piccolo cineforum della vostra toilette casalinga.
Evidentemente è solo che io sono una donna ‘esteticamente piacevole’ e a voi vi frega un istinto paterno che rifiutate di accettare e quindi viene a farvi il solletico nei pantaloni, avendo anche lui capito che quella è la zona più sensibile che avete.

E quindi si: ho 40 anni, sono madre, e sono forse anche una donna ancora interessante e ancora bella (grazie mamma!).

Ho tante certezze, vivo bene con i miei limiti che cerco di superare, quando riesco mi evolvo, ma comunque continuo nella mia strada come se fossi sempre la stessa, come se nulla fosse cambiato anche se tutto è diverso.

Non mi fermo (quasi mai) a chiedermi dove io stia andando a finire.
Come si dice: l’importante non è la meta, ma il viaggio.

Poi però ci sono quei giorno che, all’improvviso, mi capita guardandomi allo specchio di chiedermi chi è la persona che vedo riflessa.

O peggio parlando con qualcuno, da sola mi stupisco dei concetti che mi escono liberi dal cuore, dallo stomaco, passando per la bocca e gli domandi con stupore dopo un interminabile minuto di pausa: ma che tipo di persona sono diventata?

Le amiche hanno dei sorrisi meravigliosi quando gli fai domande del genere, un misto tra lo sguardo di compassione che farebbero ad un cucciolo abbandonato e l’espressione di uno psichiatra che sta per sottoporti ad un TSO.

A casa invece nessuno si stupisce, sono sempre la solita testa dura per la quale sono finiti i muri contro cui sbattere violentemente e quindi adesso… solo angoli acutissssssimi!

Da sola mi rispondo che sono diventata la persona che adesso devo essere, che continuerò a cambiare e a crescere finché esisto.
Che il meglio deve ancora arrivare!

E mi piacciono i miei occhi scuri, si illuminano di gioia quando guardano le persone giuste ma si ci nascondono bene dolori, delusioni, stanchezza.

E intanto aspetto la cosa migliore che possa accadere, e cioè di trovarmi a parlare con una persona che, senza aver bisogno di riflettere, risponda a questo domandone da 1 milione di fantamiliardi con disarmante spontaneità: ” Ma che ti importa chi sei diventata… Sei diventata il tipo di persona che piace a me”.

Giusto nei film.

2 pensieri su “Senza fermarsi mai. O quasi.

  1. Anna ha detto:

    Oriana non cambiare mai,resta come sei con i tuoi pregi e difetti,non si deve cambiare x gli altri,io purtroppo l’ho fatto ma oggi pago il conto personale e sociale,perché per gli altri non andrai mai bene,ma sto imparando a dire basta e affermare la mia opinione.Ti ho sempre ammirato per la tua forza forse spesso apparente,ma forza x andare/continuare la vita con Anna da sola.Ho letto di te qui’sul blog e rimango stupita,sei eccezionale,ma noi donne del Sud come ti ho sempre detto abbiamo una marcia in più.Continua così,”fottitinne”dei commenti degli altri,tutti bravi a parlare e sputare sentenze,ma dentro forse vorrebbero avere un pizzico della tua forza e indipendenza.Ti auguro di trovare quello che desideri,ma in fondo se non vi lotta che gusto ci sarebbe nella vita,apatica.Goditi Anna più che puoi,respira ogni suo poro di pelle e immagazzinato,perché anche lei un giorno prenderà il volo come hai fatto tu lasciando il tuo nido protettivo.Ma ti auguro di trovare quell’uomo che ti dica guardandoti negli occhi…..Non cambiare mai perché a me piaci così,allora quello sarà vero amore.Un abbraccio.

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