Emorragie sentimentali, Uova di Pasqua & Puntarelle.

Lo scorso anno ho scoperto che mio padre ha chiesto la mano di mia madre facendole trovare l’anello di fidanzamento nell’uovo di Pasqua.

Parliamo di oltre 50 anni fa (santo cielo!) e di un uomo che non mi è mai sembrato così particolarmente romantico.

In 40 anni di vita, la mia, non gli ho mai visto portare a mia madre un fiore per San Valentino o un regalo per il compleanno…

Grandi buste di verdure si peró, di quelle che si trovano sui camion lungo la strada del ritorno a casa da lavoro, e magari non sono neanche convenienti né particolarmente fresche, ma si ci ferma a comprarle pensando già a quando quel qualcuno che ritroverai a casa le preparerà amorevolmente per poi mangiarle insieme.

Comfort food in comfort zone, insomma.
Ben consci che nulla sarebbe mai comfort senza la persona giusta che sa capare la cicoria e farne delle meravigliose puntarelle.

A distanza di anni senza fiori e senza regali, con un solo – per quanto prezioso – uovo di cioccolato, quell’uomo ancora mangia la sua bella verdura cucinata come-piace-a-papà, anche se a tavola siamo in 10 ormai tra figli e nipoti.
Sempre preparata dalle mani,un po’ deformi ormai, della mangiatrice di cioccolato.

L’amore tra questi due, che tante ne hanno passate, non muore mai.

Ci sono stati mesi e mesi di lontananza causa lavoro, durante i quali mio padre tornava solo per i week end, dispute familiari, parenti invadenti, avversità tipiche della vita.

Loro sbattevano la testa contro quei muri che a volte si costruiscono involontariamente insieme, per rabbia, per disappunto, per stupidità.

Ma dal naso e dalla fronte continuava a grondargli solo amore, come sangue vivo che non si accontenta di vene e capillari e vuole aria..

Ieri, una persona che mi ha nel suo cuore come fossi un graffio ancora sanguinante, a proposito di ferite,  mi ha chiesto cosa fosse per me l’amore.

Ebbene io credo che sia questo, quando ti danno cazzotti in faccia o ti portano a sbattere violentemente la testa contro i muri ma dalle tue narici e dalle tue ferite continuano a grondare solo forza di volontà, idee risolutive, possibili scenari di rinascita.
E più ti cambiano i connotati a mazzate e più capisci che l’amore è questo: continuare a vedere solo il buono.

E non è attaccamento patologico ma, al contrario, sana lucidità emotiva, che ti fa dire: apperó, io su questo sentimento non crollo più, nemmeno se mi spintonano e provano a farmi perdere l’equilibrio…io resto inamovibile (marò…).

Perciò, ragazzo mio, come fai a chiedermelo ancora? L’amore per me sei tu e quello che mi fai grondare dal naso, dalla fronte, dopo ogni capata, ogni cazzotto… come quando si perdono litri di sangue per un’emorragia.

Ma tanto, si sa, il sangue si rigenera.

L’amore pure.

[… ah, e a proposito: le puntarelle le rimangerò solo se me le preparerai tu.]

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